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NATURA... L...MENTE SCI

naturalmentesci

 

Slow Ski? Naturalmente sì. Anzi, Natura…l…mente sci.

Il brand di FolgarìaSki è molto più di una proposta per vivere la neve a velocità ridotta. È un invito a lasciarsi avvolgere dall’abbraccio delle Alpi del Carosello Trentino, dalla infinita varietà dei panorami che ne caratterizzano i versanti e le piste e, più di tutto, dalla possibilità di trascorrere una o più giornate all’insegna del piacere più naturale.

Che tipo di giornata?

Una giornata così, naturalmente slow che posso raccontarvi in prima persona, proprio mentre accade.

Dopo una deliziosa colazione in hotel, approfitto dello skibus e del trenino (non ho nessuna voglia di prendere la macchina per andare sulle piste) e in pochi minuti mi portano a destinazione.

Infilo sci e scarponi e mi accomodo sulla seggiovia di Costa per immergermi nel reticolo di piste della ski area. Intorno a me c’è una moltitudine di alberi altissimi, un’atmosfera di altri tempi. E poi via: una prima discesa tranquilla per scaldare i muscoli e provare gli sci, poi una risalita e mi dirigo al rifugio Stella d’Italia dove incontro un personaggio tipico, l’uomo della montagna, un bizzarro signore che è una specie di Torre di Babele, parla 100 lingue e sa tutto di tutti e delle montagne di quassù. Un succo di mela caldo e sono di nuovo pronto: piste di Francolini, Fondo Grande con la mitica Salizzona, l’Agonistica e via verso Serrada.

E qui cambia tutto un’altra volta, paesaggio e atmosfera, sembra quasi un ritorno all’incanto dell’infanzia. Il grande protagonista è il silenzio. Forse adesso è meglio fare una sosta alla Baita Tonda, assaggiare uno strudel fatto in casa, e gustarsi il panorama delle Piccole Dolomiti e della Vallarsa. Ottimo. Posso ripartire, soddisfatto nello spirito e nel corpo, cioè nello stomaco. Vado verso Fondo Piccolo e da qui inizio a salire all’Alpe di Folgaria Coe, dove i pendii sono coperti da un manto di neve immacolata e mi pento di non essere così audace da provare un fuori pista. Ho l’impressione di trovarmi in una grande palestra per gli sport sulla neve. Tutt’intorno ci sono i fondisti sul loro tracciato, gruppi di ciaspolatori che con estrema calma vanno allo scoperta di luoghi accessibili solo a loro e chi tenta il nordic walking sulla neve. Salgo ancora e ancora, sempre più in alto, per arrivare sulla cima del monte Pioverna.

Che bellezza: complice la giornata limpida e soleggiata mi sento come un’astronauta atterrato su un nuovo pianeta. Da qui si spazia con lo sguardo a 360 gradi sulle catene montuose circostanti, abbracciando in uno solo, lungo colpo d’occhio Pale di San Martino, Pasubio, Marmolada,Adamello, Cevedale, Ortles, Gruppo di Brenta, Piccole Dolomiti Venete e Catinaccio, ma capisco di essere ancora sulla terra per la presenza di uno strano luogo di ristoro denominato Bar-acca. Non ho intenzione di farmi mancare nulla e provo il “panino sporco” -salsiccia, peperoni e cipolla, se siete curiosi - alla faccia del mio dietologo e dei dettami della sana alimentazione e poi un buon brulè.

Non riesco a distogliere lo sguardo dalla vastità che mi circonda e decido che posso regalarmi una pausa per migliorare il colorito e quindi via cappello, guanti e resto in maglione. Non so se sia merito del brulè o perché non c’è vento, ma sto benissimo. Ormai è da stamattina che sono in pista e sono quasi le 4 del pomeriggio. Forse è meglio che rientri. Domani voglio provare una nuova avventura sul versante Veneto della Carosello Pioverna Ronde. Via, rientro. Natura…l…mente soddisfatto.

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